L’innovazione in Emilia Romagna

Bandi e agevolazioni · Redazione

Emilia Romagna terra di motori, si era soliti dire. Oggi possiamo aggiungere con soddisfazione e orgoglio anche di agroalimentare, edilizia, cultura, creatività, meccatronica, salute e benessere. Questo non è più solo un luogo comune, ma una realtà riconosciuta e incoraggiata. Con il bando “Progetti di ricerca collaborativa di ricerca e sviluppo delle imprese”, alimentato grazie ai fondi Por Fesr 2014-2020, la Regione Emilia Romagna ha voluto dare una spinta alle imprese impegnate quotidianamente nello sviluppo di nuovi prodotti, servizi e sistemi di produzione a elevato contenuto tecnologico.

Sono 107 i progetti finanziati dalla Regione con 31,5 milioni di euro provenienti da risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale. Il risultato maggiore, però, riguarda le risorse umane: i progetti selezionati porteranno, infatti, all’assunzione di 234 nuovi ricercatori che andranno a infoltire la schiera dei 490 cervelli impegnati nella ricerca industriale strategica realizzata dai laboratori della Rete regionale alta tecnologia.

I settori produttivi in cui sono stati sviluppati i progetti innovativi andranno a rafforzare gli ambiti industriali strategici indicati dalla Regione e identificati nella Strategia regionale di specializzazione intelligente, la cosiddetta S3 (Smart Specialisation Strategy), così come richiesto dalla Commissione europea quale condizione necessaria per le politiche per la ricerca. Questi avranno l’obiettivo di giungere a prototipi/dimostratori in fase precompetitiva con una chiara identificazione delle prospettive di mercato e/o del percorso di industrializzazione. I comparti individuati sono: agroalimentare, per il quale si contano 22 progetti; edilizia e costruzioni, con 12 progetti finanziati; industria culturale e creativa con all’attivo 12 progetti; 48 progetti per gli ambiti di meccanica e meccatronica; 13 nel comparto della salute e benessere.

Le imprese che hanno scalato la graduatoria di ammissione del bando sulla ricerca rappresentano in maniera esemplificativa un campione della varietà del tessuto imprenditoriale regionale, non solo per quanto riguarda le filiere produttive, come visto in precedenza, ma anche per ciò che concerne la dimensione e la distribuzione territoriale. 43 progetti verranno portati avanti da aziende di grandi dimensioni, 34 progetti impegneranno società di medie dimensioni e 30 progetti vedranno coinvolte piccole imprese. Territorialmente si contano 30 progetti in provincia di Bologna, 10 a Forlì-Cesena, 2 a Ferrara, 21 a Modena, 4 a Piacenza, 10 a Parma, 11 a Ravenna, 13 a Reggio Emilia e 6 a Rimini.

Tra gli obiettivi del bando le imprese hanno prontamente colto anche l’invito a incrementare i loro rapporti con il sistema della ricerca stipulando 159 contratti con i laboratori della rete regionale alta tecnologia per un valore di 9,3 milioni di euro e 52 contratti con laboratori non appartenenti alla rete per ulteriori 2,6 milioni euro.

Le tipologie di progetti finanziati dal bando prevedono entità diverse di contribuzione a seconda del tipo di investimento e dell’impatto sul territorio in termini di occupazione. La tipologia A riguarda progetti a partire da 250 mila euro con un contributo massimo di 300 mila euro. La tipologia B comprende, invece, progetti più corposi a partire da 750 mila euro di spesa e con un contributo massimo di 900 mila euro. L’aliquota contributiva regionale copre fino al 20% le spese in sviluppo arrivando fino al 45% per le spese in attività di ricerca. Quote che diventano rispettivamente del 25% e 50% in caso di incremento della base occupazionale complessiva dell’impresa. Per le piccole e medie imprese nel caso di assunzioni di ricercatori le quote salgono addirittura al 35% e 60%.

Risultati bando Ricerca Emilia RomagnaL’impegno delle imprese è stato importantissimo e va dato merito agli imprenditori coinvolti di aver trovato il coraggio di investire con lungimiranza guardando non solo alla propria crescita industriale, attraverso la diversificazione di prodotto e l’individuazione di nuove nicchie di mercato, ma anche, in alcuni casi, al territorio generando un effetto positivo grazie alle ricadute occupazionali nell’ambito della filiera di riferimento.

Nonostante gli ottimi risultati raggiunti, grazie alla spinta di una Regione, questa, che crede e investe sempre più nelle imprese innovative, la strada è ancora tutta in salita per gli imprenditori che, per un soffio, non hanno raggiunto il punteggio utile per l’assegnazione dei contributi a fondo perduto. Il prossimo impegno per tutti gli audaci capitani d’industria del futuro che hanno in cantiere progetti rivoluzionari sarà quello di proseguire sulla via tracciata dai primi pionieri e continuare a credere fermamente nelle loro idee imprenditoriali e soprattutto investendo nel capitale più importante del mondo industriale: le persone.

Il presente articolo è stato pubblicato sul n° 32 della rivista Fare di Unindustria Bologna, nell’inserto “futuro” curato dal Gruppo Giovani Imprenditori.

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