Credito d’imposta per l’acquisto di nuovi macchinari

Credito d'imposta · Redazione

Con il Decreto Competitività torna, fino al 30 giugno 2015, l’incentivo per l’acquisto di nuovi macchinari: un credito di imposta pari al 15% del costo di beni strumentali per l’importo che eccede la media dell’ultimo quinquennio, escludendo nel calcolo l’esercizio con l’investimento maggiore. Il credito si potrà compensare nel modello F24 in tre rate annuali di pari ammontare.

Il Dl ripropone una variante delle diverse “agevolazioni Tremonti” viste negli scorsi anni per investimenti realizzati da titolari di reddito di impresa (ditte individuali, società di persone, società di capitali, cooperative) in beni strumentali. Deve trattarsi di beni nuovi, cioè mai utilizzati da altri soggetti, che vengono destinati a strutture produttive situate in Italia e sono compresi nella divisione 28 della Tabella Ateco 2007, sono esclusi quindi gli immobili e i beni immateriali.

Gli investimenti agevolati sono quelli che verranno effettuati dal 25 giugno 2014, data di entrata in vigore del decreto, fino al 30 giugno 2015, considerando la data di consegna o spedizione dei beni, ovvero la data di ultimazione delle prestazioni per i macchinari realizzati in appalto.

L’incentivo, per investimenti di almeno 10mila euro, si calcola limitatamente all’eccedenza del costo sostenuto nel periodo agevolato in eccesso rispetto alla media dei cinque esercizi precedenti (per investimenti in analoghi beni nuovi), escludendo quello con importo più elevato.

I beni acquistati non possono essere ceduti o destinati a finalità extraimprenditoriali prima del secondo esercizio successivo all’acquisto, né trasferiti a strutture produttive oltrefrontiera entro il termine per gli accertamenti (31 dicembre del quarto anno successivi a quello di presentazione del modello Unico).

L’incentivo è costituito da un credito di imposta pari al 15% dell’eccedenza di investimenti che le imprese potranno utilizzare in compensazione nel modello F24 senza applicazione di limiti di importo a partire dal 2016. La compensazione potrà effettuarsi in tre rate annuali partendo dal 1° gennaio del secondo anno successivo a quello dell’investimento. Il credito di imposta, che le imprese contabilizzeranno in bilancio per competenza, non concorre alla formazione del reddito di impresa (Irpef o Ires) né rientra nell’imponibile Irap.

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