Nella savana della ricapitalizzazione delle PMI

Redazionale · Carmela Gabriele

La primavera attiva in tutte le specie viventi momenti di sfida verso vecchie paure. Gli animali abbandonano il letargo dell’inverno per spendere le energie accumulate alla ricerca di un partner e per seguire il proprio bisogno di affiliazione. Ugualmente gli esseri umani in questo periodo dell’anno raccolgono ciò che avevano seminato e sviluppano istintivamente una maggiore propensione al problem solving anche in azienda.

I responsabili della sorveglianza dell’economia in cui viviamo, come il presidente della Banca centrale europea – Mario Draghi – che parla di riforme che facilitino l’attività imprenditoriale con conseguente miglioramento della produttività e il governatore della Banca d’Italia – Ignazio Visco – che afferma che “dobbiamo essere ambiziosi nelle nostre decisioni”, fanno comprendere quanto ci sia la necessità di spingere i sistemi aziendali ad incontrarsi con tassi di interessi più bassi e che si dirigono verso ulteriori riduzioni.

È un po’ come quando il re della savana decide che è il momento di osare e quindi di essere “ambiziosi nelle decisioni”. Infatti, in natura il momento dell’abbeveraggio dei grandi branchi nei quali sono presenti animali molto deboli è un momento rischioso ma necessario per la sopravvivenza: rappresenta una scommessa per tutto il branco che corre il rischio di essere cacciato, diviso o deviato dalla strada che sta percorrendo, ma è anche l’unica occasione per i predatori di mangiare in maniera adeguata.

Combattere un equilibrio disfunzionale per raggiungere un equilibrio più fiorente serve sia in natura sia nella propria impresa. Ma come fare?

Rivolgere lo sguardo verso l’export, per esempio, può essere una delle sfide da cogliere. Alcune eccellenze italiane mostrano dati molto positivi per alcuni settori, come Consorzio Prosecco che registra un +15% nel 2015 di cui il 72% rivolto all’export, e dando un ulteriore sguardo alla Borsa è possibile dedurre che investire in vini è un ottimo affare in quanto dal 2001 ad oggi questo settore non conosce crisi con una crescita del 449%. Sicuramente a contribuire a tutto ciò c’è la velocità delle comunicazioni che si tramutano in una veloce diffusione del prodotto sul mercato estero. Anche il piano “Manifattura Italia” porta le aziende verso la digitalizzazione grazie al rilancio dei finanziamenti alle aziende che si ricapitalizzano.

Le aziende – come animali della savana – osservano il costo del denaro livellato ai minimi storici, e si può azzardare nel dire che lo spread sta seguendo la via per azzerarsi e quindi non essere più percepito come quel “nemico pericoloso” di una volta. Un imprenditore italiano rispetto ad un competitor tedesco ha uno spread allo sportello di appena 16 punti base, quindi andare ad “abbeverarsi” attraverso nuove operazioni di finanziamento consente di beneficiare di tassi low cost.

Anche il Governo sta maturando un decreto legge fatto di nuove misure per la “finanza sulla crescita”, e per ora è già stata anticipata un’agevolazione per favorire la capitalizzazione delle imprese che si baserebbe sulla concessione di finanziamenti agevolati (in regime de minimis) a fronte di un aumento del capitale sociale pari al prestito concesso. L’aumento di capitale verrebbe versato dai soci in proporzione e in corrispondenza con il piano di ammortamento del finanziamento. Tale prestito proverrebbe per il 50% da risorse pubbliche (tasso 0) a valere sul Fondo Crescita Sostenibile e per il restante 50% da risorse bancarie (tasso agevolato). Sul tavolo c’è anche la possibilità di una nuova detassazione degli utili da reinvestire nell’acquisto di macchinari industriali.

L’antico adagio delle imprese italiane sta cambiando, superando quei falsi equilibri che ormai non sono più funzionali, e lo dimostrano i livelli di capitalizzazione delle imprese italiane che è tra i più bassi in Europa con un rapporto di indebitamento che sfiora il 50%, superiore di diversi punti rispetto a paesi come la Francia e la Germania.

Anche il re della savana capirebbe che probabilmente solo una sua prossima progenie potrebbe rivivere un periodo fiorente come questo in cui abbeverarsi facilmente attraverso fondi agevolati, e ricorda che è nell’omeostasi disfunzionale che si insidia la paura di osare laddove bisogna invece decidere di essere ambiziosi e sconfiggerla.

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