Come costruire una strategia efficace
Quando un’impresa programma un investimento, il primo pensiero va spesso alla ricerca dell’agevolazione disponibile: quale bando possiamo utilizzare? A quale contributo possiamo accedere?
Sono domande importanti, ma fermarsi qui rischia di limitare le opportunità. In molti casi, infatti, la questione più utile da affrontare è un’altra: quali strumenti possono essere combinati per sostenere al meglio quello specifico investimento?
È su questo terreno che la cumulabilità assume un ruolo centrale. Crediti d’imposta, contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati, garanzie pubbliche e altri strumenti possono, quando le rispettive regole lo consentono, concorrere alla copertura di uno stesso programma di investimento.
Il punto, però, non è sommare agevolazioni. È capire come utilizzarle insieme, su quali spese e con quali tempistiche.
Dalla ricerca del bando alla pianificazione dell’investimento
L’approccio più tradizionale alla finanza agevolata parte dal bando: si individua una misura aperta, si verificano i requisiti dell’impresa e, se ci sono le condizioni, si presenta la domanda.
È un metodo che oggi può risultare insufficiente, soprattutto quando ci si trova davanti a programmi di investimento articolati.
Pensiamo, ad esempio, a un’impresa che debba realizzare un nuovo stabilimento, acquistare macchinari, installare un impianto fotovoltaico oppure avviare un progetto di digitalizzazione o di ricerca e sviluppo. È molto probabile che le diverse voci di spesa possano rientrare, almeno potenzialmente, in misure differenti.
Il lavoro di consulenza dovrebbe quindi iniziare prima della scelta dell’incentivo. Significa entrare nel merito del progetto, capire come è composto l’investimento, analizzare le singole categorie di costo e verificare quali strumenti siano effettivamente applicabili e, soprattutto, compatibili tra loro.
In questo modo la scelta non è più condizionata semplicemente dal primo bando disponibile, ma nasce da una valutazione complessiva del progetto e del potenziale risparmio che l’impresa può ottenere combinando opportunatamente le diverse agevolazioni disponibili.
Cumulabilità e doppio finanziamento non sono la stessa cosa
Uno degli aspetti che genera più dubbi riguarda la possibilità di utilizzare più agevolazioni sullo stesso investimento.
Dire che due misure sono cumulabili non significa che possano essere applicate liberamente, e senza limiti, alle stesse spese. Occorre verificare caso per caso la disciplina dei singoli incentivi, il regime di aiuto applicabile, gli eventuali massimali, le regole “de minimis”, la presenza di risorse europee e le specifiche disposizioni previste dalla misura.
In alcuni casi due incentivi possono riguardare gli stessi costi, purché il cumulo non determini il superamento dell’intensità massima di aiuto consentita. In altri, invece, la sovrapposizione sulla stessa spesa non è ammessa, ma le misure possono comunque essere utilizzate all’interno dello stesso progetto, attribuendo a ciascuna costi diversi.
È proprio qui che la progettazione dell’investimento diventa determinante.
Prendiamo un programma da 2 milioni di euro. Considerarlo semplicemente come un unico investimento da 2 milioni rischia di nascondere opportunità importanti. Al suo interno potrebbero esserci opere murarie, macchinari, sistemi di automazione, software, impianti per la produzione di energia, sistemi di accumulo, consulenze, attività di innovazione e formazione del personale.
Non tutte queste spese devono necessariamente seguire lo stesso percorso agevolativo. Una corretta segmentazione dei costi può permettere di associare strumenti diversi alle varie componenti del progetto, nel rispetto delle regole previste da ciascuna misura.
Più che cercare il bando giusto, quindi, può essere utile costruire un vero e proprio portafoglio di agevolazioni.
C’è anche un altro elemento da considerare. La percentuale di agevolazione più elevata, da sola, non basta a stabilire quale sia la scelta migliore.
Un contributo a fondo perduto può apparire particolarmente conveniente, ma può essere legato a una graduatoria, prevedere tempi di erogazione lunghi o imporre vincoli specifici. Un credito d’imposta ha logiche e tempi di fruizione differenti. Un finanziamento agevolato, pur non incidendo sul costo dell’investimento come un contributo diretto, può alleggerire il fabbisogno finanziario e rendere più sostenibile l’operazione.
Per questo, quando si confrontano più opportunità, il valore nominale dell’incentivo è solo uno degli elementi da mettere sul tavolo. Bisogna considerare anche tempi, liquidità, vincoli, probabilità di accesso, modalità di fruizione e compatibilità con gli altri strumenti disponibili.
L’obiettivo dovrebbe essere trovare il miglior equilibrio possibile tra agevolazioni, risorse proprie e fonti di finanziamento, non semplicemente massimizzare il numero dei contributi ottenuti.
Il momento in cui si fa l’analisi conta
Una buona strategia di cumulabilità dipende anche dal momento in cui viene impostata.
Capita ancora spesso che la ricerca delle agevolazioni inizi quando l’investimento è già stato deciso, gli ordini sono stati effettuati o, in alcuni casi, i lavori sono già partiti. A quel punto le possibilità possono ridursi sensibilmente.
Molte misure prevedono infatti regole precise sull’avvio del progetto. Contratti già firmati, acconti versati, ordini effettuati o lavori iniziati possono compromettere l’ammissibilità, soprattutto quando è richiesto il rispetto dell’effetto di incentivazione.
Anche distribuire correttamente le spese tra più strumenti diventa più complicato quando il progetto è ormai definito.
Introdurre la finanza agevolata già dalla fase iniziale dell’investimento permette invece di ragionare in anticipo su costi, tempi, fornitori e modalità di finanziamento, lasciando all’impresa un margine di scelta molto più ampio.
Una finanza agevolata costruita sul progetto
Il cambio di prospettiva è, in fondo, abbastanza semplice: non partire dall’agevolazione per capire quale investimento possa rientrarvi, ma partire dal progetto dell’impresa per individuare gli strumenti più adatti.
In questa logica la cumulabilità smette di essere soltanto una questione tecnica e diventa parte della pianificazione finanziaria dell’investimento.
Se una quota del progetto viene sostenuta da un contributo, un’altra da un credito d’imposta, una parte da un finanziamento agevolato e la restante attraverso capitale proprio o credito bancario, non cambia soltanto l’importo dell’agevolazione ottenuta. Cambia la struttura finanziaria complessiva dell’operazione.
Il metodo Innova Finance: partire dall’investimento
In Innova Finance lavoriamo partendo dal progetto dell’impresa e non dal singolo bando.
L’analisi comincia dalla composizione dell’investimento: quali spese sono previste, quando saranno sostenute, quali requisiti devono essere rispettati e quali strumenti possono essere applicati. Da qui costruiamo una mappa delle opportunità disponibili e ne verifichiamo concretamente la compatibilità.
L’obiettivo non è individuare il maggior numero possibile di incentivi, ma capire quale combinazione possa generare il maggior risparmio sull’investimento complessivo per l’impresa, mantenendo l’operazione sostenibile e corretta sotto il profilo delle regole di cumulabilità.
Due aziende che realizzano investimenti molto simili possono arrivare a risultati decisamente diversi. A fare la differenza, spesso, sono il momento in cui è iniziata la pianificazione, il modo in cui sono state organizzate le spese e la capacità di valutare insieme strumenti diversi.
Per questo, prima di chiedersi “a quale contributo abbiamo diritto?”, vale la pena porsi una domanda più ampia: come possiamo strutturare questo investimento per ridurne, in modo corretto e pianificato, il costo effettivo?
È da questa domanda che, sempre più spesso, nasce una strategia di finanza agevolata realmente efficace.
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