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COS'È IL NUOVO IPERAMMORTAMENTO 2026?

Il Nuovo Iperammortamento è una misura di agevolazione fiscale introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 che consente alle imprese di beneficiare di una maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile dei beni strumentali tecnologicamente avanzati. In altre parole, a fronte di un investimento reale, l’azienda può dedurre dal reddito imponibile un valore più elevato rispetto al costo sostenuto, ottenendo un risparmio d’imposta distribuito negli anni attraverso quote maggiori di ammortamento.

Dopo diverse annualità in cui gli incentivi agli investimenti erano basati prevalentemente sul credito d’imposta Industria 4.0 e Transizione 5.0, dal 1° gennaio 2026 il legislatore ha scelto di tornare a uno strumento strutturale come l’iperammortamento, ritenuto più coerente con investimenti di medio-lungo periodo e con strategie industriali orientate alla digitalizzazione dei processi produttivi e alla transizione energetica.

Dal punto di vista operativo, l’iperammortamento non è un contributo diretto né un credito compensabile, ma un meccanismo fiscale che agisce sul reddito d’impresa: il valore del bene agevolato viene maggiorato solo ai fini fiscali, senza modificare il valore contabile iscritto in bilancio. Il beneficio si manifesta quindi nel tempo, riducendo l’imponibile IRES o IRPEF grazie a quote di ammortamento maggiorate.

La misura si rivolge alle imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, caratterizzati da elevato contenuto tecnologico, interconnessione ai sistemi aziendali, ed anche in beni finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo. L’obiettivo è incentivare investimenti che aumentino la competitività, l’efficienza produttiva e la sostenibilità delle aziende italiane.

Per le imprese, comprendere cos’è l’iperammortamento 2026 e come funziona è fondamentale non solo per valutare la convenienza fiscale dell’investimento, ma anche per pianificare correttamente tempi di acquisto, messa in funzione dei beni e impatto sul carico fiscale futuro.

COME FUNZIONA: MECCANISMO E SCAGLIONI DI MAGGIORAZIONE

Il Nuovo Iperammortamento 2026 segna un ritorno alle origini per gli incentivi alla digitalizzazione. Dopo anni dominati dal "Credito d’Imposta", la Legge di Bilancio 2026 reintroduce il meccanismo della maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto.

Meccanismo operativo

A differenza del credito d’imposta, che si utilizza in compensazione tramite modello F24, l’iperammortamento agisce direttamente sulla base imponibile dell’impresa. In termini semplici, il fisco ti permette di "gonfiare" virtualmente il costo d’acquisto di un bene 4.0, consentendoti di dedurre quote di ammortamento molto più alte rispetto alla spesa effettiva.

Questo avviene tramite una variazione in diminuzione nella dichiarazione dei redditi (IRES o IRPEF). È importante sottolineare che tale beneficio ha valore esclusivamente fiscale: la contabilità ordinaria dell’azienda continuerà a registrare il bene al suo valore reale, mentre il "surplus" di ammortamento abbatterà le tasse da pagare annualmente.

Scaglioni di maggiorazione

L’agevolazione è strutturata con un sistema a scaglioni progressivi, premiando maggiormente i piccoli e medi investimenti.

Scaglione di investimentoMaggiorazione del costoBeneficio fiscale (IRES 24%)
Fino a 2,5 milioni €180%43,2% del costo del bene
Tra 2,5 e 10 milioni €100%24% del costo del bene
Tra 10 e 20 milioni €50%12% del costo del bene

Nota: Se l’investimento rientra nei parametri della Transizione Green (con un risparmio energetico certificato), le aliquote possono essere ulteriormente maggiorate, arrivando fino al 220% per il primo scaglione.

Esempio pratico di calcolo

  • Costo d’acquisto del macchinario: 100.000 €

  • Coefficiente di ammortamento fiscale: 10% (durata 10 anni)

  • Aliquota di maggiorazione: 180% (rientra nel 1° scaglione)

1. Calcolo della Maggiorazione

L’impresa può aggiungere al costo reale (100.000 €) una quota "fittizia" del 180%.

100.000 € * 1,80 = 180.000 €

2. Nuovo Valore Fiscale

Il valore totale su cui calcolare le deduzioni diventa:

100.000 € + 180.000 € = 280.000 €

3. Risparmio Totale Netto

L’impresa dedurrà nel tempo 180.000 € in più rispetto al normale. Con un’aliquota IRES al 24%, il risparmio di cassa effettivo sarà:

180.000 € * 24% = 43.200 €

In pratica, grazie all’iperammortamento, un macchinario da 100.000 € costa all’azienda solo 56.800 € (100.000 € spesi – 43.200 € di tasse risparmiate), oltre al normale ammortamento del costo base. Il risparmio IRES annuo, considerando un periodo di ammortamento di 10 anni, ammonterà a 4320 €.

BENEFICIARI DELL'IPERAMMORTAMENTO

L’agevolazione è riservata ai soggetti titolari di reddito d’impresa:

  • imprese individuali e società (di persone e di capitali);
  • enti commerciali e stabili organizzazioni di soggetti non residenti.

Sono esclusi:

  • lavoratori autonomi;
  • contribuenti in regime forfettario;
  • determinate imprese agricole che determinano il reddito su base catastale;
  • imprese in stato di crisi o soggette a sanzioni interdittive durante il periodo agevolato.

BENI AGEVOLABILI: COSA RIENTRA NEL NUOVO IPERAMMORTAMENTO 2026

L’iperammortamento 2026 si applica esclusivamente a beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate in Italia, caratterizzati da elevato contenuto tecnologico, digitale o energetico. La norma riprende l’impostazione già nota alle imprese con il Piano Industria 4.0, ma la rafforza e la amplia, includendo anche beni funzionali alla transizione energetica e all’autoconsumo.

Beni strumentali tecnologicamente avanzati

Rientrano nell’agevolazione i beni materiali strumentali nuovi dotati di sistemi di automazione, controllo e integrazione digitale, purché:

  • siano interconnessi ai sistemi informatici aziendali;
  • consentano lo scambio bidirezionale di dati con altri sistemi interni o esterni;
  • siano identificabili in modo univoco (es. indirizzo IP, matricola, sistema di tracciamento).

A titolo esemplificativo, possono rientrare:

  • macchine utensili CNC e centri di lavoro automatizzati;
  • impianti robotizzati e sistemi di movimentazione automatica;
  • macchine per la produzione con sensori, sistemi di controllo e supervisione;
  • linee produttive integrate e interconnesse.

Non è sufficiente che il bene sia “tecnologicamente avanzato” in senso generico: l’interconnessione effettiva e documentabile è un requisito chiave per accedere al beneficio.

Beni immateriali e software

L’iperammortamento 2026 si applica anche a beni immateriali strumentali, in particolare software e soluzioni digitali funzionali ai processi produttivi e organizzativi dell’impresa, se integrati con i beni materiali agevolati o con i sistemi aziendali.

Rientrano, ad esempio:

  • software di gestione della produzione, pianificazione e controllo;
  • sistemi MES, SCADA, CPS;
  • software per il monitoraggio delle prestazioni, la manutenzione predittiva e l’analisi dei dati;
  • soluzioni digitali per la gestione dell’energia e dell’efficienza produttiva.

Anche in questo caso è essenziale che il software non sia generico, ma strettamente funzionale al processo produttivo o al sistema tecnologico aziendale.

Beni per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili

Una novità di particolare interesse è l’inclusione tra i beni agevolabili di impianti e sistemi destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, purché l’energia sia utilizzata prevalentemente per autoconsumo all’interno dell’azienda.

Possono rientrare:

  • impianti fotovoltaici ad alta efficienza;
  • sistemi di accumulo e gestione intelligente dell’energia;
  • soluzioni integrate per il monitoraggio e l’ottimizzazione dei consumi energetici.

Vincolo UE

Il Vice Ministro Maurizio Leo ha confermato l’intenzione del Governo di abolire completamente il vincolo “Made in EU” per l’acquisto dei beni strumentali agevolati con il nuovo iperammortamento, come previsto dalla Legge di Bilancio 2026.

La modifica normativa dovrebbe essere introdotta con un prossimo provvedimento legislativo, per cui non è stata ancora fissata una data.

DURATA DELLA MISURA E TEMPISTICHE

La norma prevede che gli investimenti siano effettuati nel periodo tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028 per poter beneficiare dell’iperammortamento. Per definire la data di effettuazione si fa riferimento ai criteri di competenza del TUIR (art. 109):

  • per i beni mobili, rileva la data di consegna o spedizione del bene;
  • per i beni complessi o realizzati su commessa, può rilevare la data di ultimazione o collaudo;
  • per i contratti di leasing, conta la data di entrata in funzione del bene, non la firma del contratto.

CUMULABILITÀ

L’incentivo può essere cumulato con altre agevolazioni, sia nazionali sia europee, a condizione che non venga finanziata due volte la stessa quota di costo dell’investimento e non si superi l’importo complessivamente sostenuto dall’impresa.

Ai fini del calcolo del beneficio, la spesa agevolabile deve essere considerata al netto di eventuali contributi o sovvenzioni già ottenuti per le stesse voci di costo.

SOSTITUZIONE DEI BENI

Se durante il periodo di utilizzo dell’agevolazione il bene agevolato viene venduto o trasferito all’estero, l’impresa perde il diritto a beneficiare delle quote residue dell’incentivo.

Fa eccezione il caso in cui, nello stesso periodo d’imposta, il bene venga sostituito con un nuovo investimento caratterizzato da tecnologie analoghe o più avanzate rispetto a quelle del bene originario.

In questa situazione, l’agevolazione continua ad applicarsi alle quote residue, ma solo entro il limite del costo sostenuto per il nuovo bene.

Per verificare se i tuoi investimenti sono agevolabili con il nuovo iperammortamento 2026, contatta il tuo consulente di riferimento o compila il modulo in fondo alla pagina.

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