La finanza agevolata come motore di sviluppo per le imprese
Si è da poco conclusa la tredicesima edizione di FARETE, appuntamento imprescindibile per tutte le aziende dell’Emilia-Romagna. Quest’anno Innova Finance ha partecipato in qualità di Ambassador ed è stata protagonista del workshop Le tre leve della crescita: incentivi, sostenibilità e mercati internazionali.
Durante l’incontro Gianguido Tirapani, Responsabile Partnership Operative e Strategiche, e Giuseppe Nasca, Consultant dell’Ufficio Studi di Innova Finance, hanno portato la propria esperienza in merito al legame tra finanza agevolata, ESG e internazionalizzazione: tre ambiti che le imprese tendono ancora a considerare come strumenti separati. Si tratta invece di leve strategiche complementari che, se attivate in modo coordinato, possono accompagnare la crescita dell’azienda con tempi più rapidi rispetto a un approccio tradizionale.
Internazionalizzazione
Esportare non significa semplicemente «vendere all’estero»: per le imprese italiane, affrontare i mercati internazionali richiede una strategia chiara, dati affidabili e la capacità di individuare le opportunità a maggior potenziale. Introducendo il tema dell’internazionalizzazione, Tirapani ha condiviso un dato interessante: «Secondo SACE, solo 20.000 PMI italiane generano l’80% del totale dell’export nazionale». Un elemento ancora più significativo se analizzato nel contesto globale: «Il 61% dell’export italiano si concentra su appena 25 mercati. Questo significa che esistono decine di Paesi in cui le nostre imprese non sono ancora presenti, spesso non per mancanza di opportunità, ma per la carenza di dati concreti a supporto delle decisioni».
Un percorso guidato per l’internazionalizzazione
Per rispondere a questa esigenza, Innova Finance propone GEO, un servizio strategico che accompagna le imprese attraverso un percorso integrato in tre fasi, interamente finanziabile tramite agevolazioni dedicate all’internazionalizzazione. Il processo parte da uno studio del contesto globale per inquadrare le dinamiche del settore di riferimento. Successivamente, attraverso l’analisi dei codici doganali su oltre 5.000 categorie merceologiche, lo strumento GEO elabora un report personalizzato basato su dati ufficiali e aggiornati trimestralmente. Questo consente di identificare i Paesi a maggior potenziale e di offrire all’azienda un quadro oggettivo per guidare le scelte d’export. A completamento dell’analisi, un consulente dedicato affianca il management aziendale per tradurre i dati in un piano d’azione.
Tirapani spiega come questa soluzione risponda a due esigenze distinte: «Anche chi presidia da anni un mercato consolidato — come la Germania — può trovarsi di fronte a una fase di saturazione, con margini di crescita contenuti. In questi casi, lo strumento GEO supporta l’impresa nell’individuare nuovi sbocchi commerciali, valutando sui dati globali di import/export le reali opportunità di espansione». L’analisi permette di esplorare mercati limitrofi o alternativi, anche extraeuropei, individuando dove la domanda sia in forte crescita e la concorrenza più contenuta. Un passaggio chiave per diversificare la presenza geografica e ridurre la dipendenza da un singolo Paese. «Per le aziende che si affacciano per la prima volta all’estero, invece, il valore è ancora più alto: significa pianificare il percorso di export sulla base di evidenze oggettive e non sull’improvvisazione», prosegue Tirapani.
A questo si aggiunge un’importante trasformazione nello scenario dei finanziamenti pubblici. Se in passato i bandi per la semplice partecipazione a fiere internazionali garantivano coperture medie intorno al 35%, oggi il contesto è diventato decisamente più competitivo. «Oggi i criteri di selezione sono diventati molto più rigidi», evidenzia Tirapani. «I contributi vengono assegnati a progetti complessi e strutturati, capaci di dimostrare una reale sostenibilità nel tempo. Presentare un piano di internazionalizzazione completo garantisce un punteggio in graduatoria superiore rispetto a interventi isolati, come la partecipazione a una singola fiera o una consulenza occasionale».
Sostenibilità ed ESG: da adempimento a leva strategica
La sostenibilità e l’integrazione dei criteri ESG rappresentano un’ulteriore leva fondamentale per la crescita aziendale, come evidenziato durante il workshop. Uno degli errori più diffusi tra le imprese, secondo gli esperti di Innova Finance, è considerare la sostenibilità come un mero obbligo normativo — vincolo che, al momento, interessa formalmente solo alcune categorie di aziende.
Per operare all’interno di determinate filiere produttive o mantenere la qualifica di fornitore verso clienti strutturati, l’adeguamento agli standard ESG è ormai un requisito indispensabile. A questo si aggiunge la relazione con gli istituti finanziari, uno degli aspetti di maggior impatto per il tessuto imprenditoriale.
Come spiega Nasca dell’Ufficio Studi: «Oggi il tema della sostenibilità ha assunto una rilevanza centrale come strumento guida per la pianificazione degli investimenti aziendali. Un approccio strutturato garantisce vantaggi competitivi concreti e ritorni tangibili in termini di merito creditizio e riposizionamento sul mercato».
Nasca, inoltre, sottolinea come il concetto di sostenibilità sia spesso oggetto di una visione parziale: «Nella maggior parte dei casi, il pensiero va subito alla riduzione dell’inquinamento, al contenimento delle emissioni di CO2 o all’economia circolare. Si tratta di tematiche centrali, ma che non offrono un quadro completo. Per comprendere davvero la materia occorre fare riferimento all’acronimo ESG — Environmental, Social e Governance — che sintetizza i tre pilastri su cui misurare l’impatto reale di un’impresa».
Nel dettaglio, i tre criteri ESG misurano la sostenibilità aziendale nella sua interezza: il pilastro Environmental valuta l’impatto ambientale e l’uso delle risorse, la dimensione Social analizza la qualità delle relazioni con dipendenti, clienti e territorio, mentre la Governance attesta la trasparenza, l’etica e la correttezza nella gestione dell’impresa.
L’affiancamento di Innova Finance nel percorso verso la sostenibilità
Sebbene il core business di Innova Finance risieda nella finanza agevolata, come evidenziano Nasca e Tirapani, il servizio dedicato all’ESG rappresenta una soluzione integrativa di crescente interesse per il mercato. La proposta si fonda su un duplice valore strategico: da un lato, l’azienda viene guidata attraverso la mappatura e la definizione del rating ESG, fino alla redazione del bilancio di sostenibilità; dall’altro, la competenza specialistica in materia di finanza agevolata permette di individuare le migliori misure di incentivo per sostenere ed efficientare tali investimenti.
«Si attiva così una forte sinergia tra sviluppo e risorse: gli investimenti agevolati generano un progressivo miglioramento delle performance ESG che, a sua volta, alimenta un ciclo virtuoso di crescita e ottimizzazione finanziaria per l’impresa», sottolinea Nasca.
Il valore aggiunto della consulenza
Le principali criticità che spesso frenano le imprese dall’intraprendere un percorso di trasformazione verso l’internazionalizzazione o verso la sostenibilità risiedono nella gestione dei tempi, nella complessità burocratica e nell’impegno economico. Innova Finance risponde a questi dubbi integrando finanza agevolata e consulenza operativa in un unico modello di supporto.
La gestione della mole documentale e delle scadenze viene affidata a tecnici esperti per tutta la durata del progetto e l’accesso a incentivi dedicati consente di abbattere in modo significativo i costi sostenuti.
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